Il progetto supera la rigida classificazione tradizionale per trasformarsi in un ecosistema fluido, capace di restituire la consistenza materica e il valore narrativo della memoria locale.
L’archivio si propone, infine, come un dispositivo fortemente identitario. Ogni ricercatore coinvolto diventa custode di un percorso visivo unico: a ciascuno di essi è stata assegnata un’identità grafica dedicata, progettata su misura partendo dalle tracce, dai segni e dai documenti specifici da loro stessi analizzati. In questo modo, l’atto della ricerca e l’oggetto studiato si fondono in un unico visual system coordinato.